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San Nicola Rignano Flaminio

originale

affresco originale

base dipinto

base del dipinto

work in progress

ho iniziato il lavoro con lo studio del muro che era dietro l’affresco riproducendolo così

dipingendo

le manine pure che guidano le terre

primi colori

i primi colori

work in progress

la scelta di pigmenti

finito

dipinto finito

Una tavola bianca così come questo foglio prima di aprire il cuore al racconto, questo era il quadro poco tempo fa, una semplice tavola bianca. Un legno dolce e profumato che così come un muro avrebbe accolto uno dei temi più imponenti nella storia.
Dire che le mani a quel punto hanno preso potere sembra quasi rendere leggenda un inizio, ma forse per un istinto atto a creare i primi tratti partono quasi da soli a calcare un progetto chiaro nella mente e bianco sul supporto. Mentre le mani e la grafite lavorano sulla tavola la mente cerca di ripercorrere la storia, tanto … troppo tempo di cui si sa poco.

L’affresco è vivo nei colori, nella pittura e nei particolari, e non so se dire purtroppo perché ha un suo fascino, anche nello stato di conservazione, sciupato al punto tale di pensare che il muro voglia uscire, come se fremesse nel ricordarci che è lui che porta il peso e sostiene, infatti prima avevo pensato di coprirlo, di inventare quei pezzi scrostati, ma poi ha vinto il muro, è nel mio quadro dove il tempo si è fermato in questo momento importante anche lui protagonista.

Vado, guardo, fotografo, cerco, torno e ci provo, prendo la terra di Rignano e comincio in un alchimia a cercare i giusti pigmenti, pesto le terre le mischio e le getto sul legno, il sale lavora con il fuoco, io sono solo lo strumento che muove, chi crea guida gli elementi e le mani. La terra del Santo Sepolcro tra i colori trova la pace.
Forse nell’Arte l’uomo dovrebbe cercarla, in quell’Arte che parla di Dio…

Solo riproducendo un’ immagine si riesce a conoscere realmente in ogni suo piccolo punto, almeno questo credevo, ma l’innocenza di un bimbo spesso riesce a leggere cose che i nostri occhi offuscati dal peccato della presunzione non individuano, e i “cattivi” che riescono a far piangere ogni personaggio del dipinto prima o poi diventeranno buoni …. Quell’arte che insegna ci fa sorridere davanti ad una croce riesce a farci piangere davanti alle parole dolci e semplici.

Fase dopo fase tra angeli e storia la tavola abbraccia i colori e le terre, e il caos diventa dipinto.

dal 5 dicembre 2014 proprietà della Curia Vescovile di Civita Castellana